RASSEGNA
STAMPA
"IL BALLO DI SIMONE"
SPOPOLA NEI LOCALI AMERICANI
GIULIANO SBARCA IN USA (trentacinque anni dopo)
VICENZA - A Miami e un po’ in tutta America. In Nepal. Nei villaggi
turistici sparsi per il globo. E ancora nella serate nostalgicamente
beat dei locali da ballo di tutta Italia. Tanto da essere entrata
di diritto nella classifica delle venti canzoni più ascoltate
di sempre. “Il Ballo di Simone - quello di Giuliano e i
Notturni, cover di "Simon says" della 1910 Fruitgum Co,
successo targato 1968 - spopola. Nella versione originale in italiano
e in quella rivista e riproposta dalle band dance per riempire le
piste e le piazze. Spopola il ritornello “...Butta in aria le
mani e poi falle vibrar. Se fai come Simone non puoi certo sbagliar”.
Spopola la canzone che trentacinque anni fa è rimasta in classifica
per otto mesi e ha dato popolarità e fortuna a Giuliano (che
di cognome fa Cederle ed abita a Montebello Vicentino) e al suo gruppo,
I Notturni, diventati d’un colpo esponenti (per qualcuno pure
i portabandiera) della cosiddetta "bubblegum music", musica
da masticare, ovvero la musica fatta di testi semplici e ripetibili,
facile da ballare e da cantare. «Fa un bell’effetto,
non lo nascondo, sapere che la canzone è proposta nei locali
per italiani di Miami - commenta Giuliano. E sapere che quando Patrizio
Roversi e Susi Bladi sono arrivati, con la loro trasmissione Turisti
per caso, in Nepal, sono stati accolti proprio con le parole e la
musica del ballo di Simone.
Devo dire che si tratta però di un ritorno. È una canzone
riempi-pista, quindi viene spesso proposta nelle feste e nei locali
da ballo. Quest’anno è tornata. Si è sentita molto
anche nei villaggi turistici».
Lui stesso del resto la mette in scaletta nelle serate in cui ancora
si esibisce, anche se ha preferito abbandonare il patinato mondo dello
spettacolo per dedicarsi ad una carriera professionale diversa. «Credo
che la musica sia più bella da vivere come hobby - aggiunge.
Dopo il successo della canzone “Il ballo di Simone” e
di altri brani come “Oggi sono tanto triste”, “Ragazzina,
ragazzina”, “La giostra della felicità”,
c’è stato un momento di crisi della musica. Così,
d’accordo con la mia famiglia, ho preferito seguire altre strade.
Ma ancora oggi mi esibisco e mi diverto davvero».
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