RASSEGNA
STAMPA
IL SUCCESSO DI GIULIANO A
“SETTEVOCI” HA MESSO IN CRISI IL SUO COMPLESSO “I
NOTTURNI”
“DILLO CHIARO
SE HAI INTENZIONE D’ANDARTENE!”
Milano, dicembre 1969
Terremoto in casa di «Giuliano e i Notturni»?
Per un momento si è pensato che il complesso che ha lanciato
il famoso «Ballo di Simone» dovesse sciogliersi; o meglio.
che Giuliano, il solista che da quattro settimane vince alla trasmissione
televisiva di «Settevoci», se ne andasse e piantasse...
i Notturni.
Il pericolo è stato scongiurato all’ultimo momento,
con una riunione... al vertice, svoltasi nei giorni scorsi a Vicenza,
città natale del complesso, e alla quale hanno preso parte
i sei ragazzi e qualche loro parente.
«Giuliano, dillo chiaro: hai intenzione di andartene?»:
questo l’argomento all’ordine del giorno, questa la
domanda angosciosa che i Notturni hanno rivolto al cantante. A originare
il dubbio è stato il fatto che da quattro settimane Giuliano
tiene la testa nella classifica di «Settevoci», sconfiggendo
regolarmente ogni avversario. E il ragazzo vicentino grazie a questo
exploit, ha capito che la sua carriera di cantante è ormai
assicurata e ha posto condizioni ben precise agli altri componenti
del complesso.
Tutto ebbe inizio un anno fa. Giuliano Cederle, che frequentava
l’Istituto Tecnico per geometri, chiese ai «Notturni»
se lo volevano come cantante del complesso.
« Be', un cantante » dissero « non ci sta male
», e così lo presero e il gruppo assunse il nome attuale.
C’erano Giuseppe Tognon, Oscar Sandri, Pierluigi Ronzan, Gianni
Vettorel e Radames Trevisan.
Poi venne il disco boom, «Il ballo di Simone». Successo,
serate, prime apparizioni in televisione. I sei ragazzi vicentini,
tuttavia, dovevano superare ancora quel piccolo gradino che porta,
dritti, dritti al successo. Questo è venuto con «Settevoci».
Per una questione tecnica, però, non poteva partecipare tutto
il complesso: alla trasmissione erano ammessi solo cantanti solisti.
E Giuliano, da solo, cominciò a vincere una, due, tre settimane
di seguito. Aveva finalmente «sfondato». Gli altri «Notturni»
incominciarono a impensierirsi e dubitarono che il loro «Giuliano»
li volesse abbandonare.
« Vedi » mi spiega Giuliano « sono rimasto male,
quando ho saputo dei dubbi dei miei amici. In fondo, se faccio successo
è un vantaggio anche per loro».
« Ma, a parte questo vantaggio», insisto io, «è
vero che stavi per andartene dai “Notturni”?»
« È vero e non è vero », risponde Giuliano.
« Io, per ragioni televisive, sono rimasto lontano da loro
per parecchio tempo e così hanno pensato che li volessi piantare.
Hanno dimostrato di avere poca fiducia in me. Comunque, ora tutto
è sistemato ».
« Quindi, non esiste la possibilità che tu ti metta
“in proprio?”»
« Se la casa discografica » risponde preciso, quasi
minuzioso il ragazzo « nel caso ottenessi un successo strepitoso
dovesse decidere di sciogliere il contratto con “I Notturni"
è chiaro che dovrei continuare da solo, come cantante. Non
sarebbe bello, tuttavia. In fondo, ora che i miei amici hanno raggiunto
il successo, forse per merito mio o forse no, non vedo perché
dovrei lasciarli. Ho grosse responsabilità nei loro confronti...
»
« Anche se tu restassi, come mi sembra sia intenzionato a
fare, cambia però il tuo rapporto con loro. Non credo che
a questo punto, possiate tirare avanti sulle basi economiche di
prima...>
« Nel nostro accordo dell’altra sera » risponde
Giuliano « è previsto anche questo. Che, cioè,
io possa ottenere un successo tale da dovermi rendere necessariamente
autonomo. Ebbene, anche in questo caso, non lascerei “I Notturni».
Solo che, anche se mi dispiace per loro, sarebbero costretti a diventare
praticamente il mio complesso d’accompagnamento. Cioè,
io sarei la “vedette”. » (A. N.).
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Giuliano con Pippo Baudo
alla trasmissione televisiva «Settevoci" (1968)
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