RASSEGNA
STAMPA
INTERVISTA A GIULIANO CEDERLE
(GIULIANO E I NOTTURNI) di
CLAUDIO SCARPA “GIULIANO E I NOTTURNI”,
PER LA LORO MUSICA, FURONO ETICHETTATI SUBITO COME ‘GRUPPO PER
GIOVANISSIMI’, SENZA TROPPE ELUCUBRAZIONI MENTALI PER IL ‘GENERE
MUSICALE’ DA PROPORRE. QUESTA FU UNA VOSTRA SCELTA PRECISA,
O TUTTO NACQUE PROPRIO DA QUELLA PREFERENZA CHE PORTÒ ALL’
INCISIONE DI “IL BALLO DI SIMONE”?
Devo dirti che io sono partito con canzoni che erano molto diverse
da quelle che poi sono andate al successo. La mia voce si prestava
un pò ad ogni genere di interpretazioni. Purtroppo, dico ‘purtroppo’
tra virgolette, il successo è arrivato con “Il ballo
di Simone”, ma le canzoni che ci riuscivano meglio, e che io
amavo di più, erano invece ricollegabili al retro di questo
disco, “Oggi sono tanto triste”. Stranamente io ero una
persona piuttosto melanconica e riuscivo ad interpretare al meglio
proprio canzoni di quel tipo.
COME E QUANDO ASCOLTASTE “SIMON SAYS” PER LA PRIMA VOLTA?
RIUSCISTE A SUPERARE GLI STESSI “1910 FRUIT GUM CO.”,
CHE LA INCISERO IN ITALIANO MA NON EBBERO NEANCHE UNA BRICIOLA DEL
VOSTRO SUCCESSO...
La ascoltammo quasi per caso; probabilmente la nostra versione italiana
piacque di più perché era così semplice ed immediata.
Avevo tradotto la versione inglese, semplificandola molto, poiché
il ritmo era più che un ballo, era un vero e proprio esercizio
ginnico; forse il successo era derivato anche da quel testo semplice
e diretto.
SUL RETRO FIGURAVA “OGGI SONO TANTO TRISTE”, CHE INCISERO
ANCHE “I TIPI”, UN RIFACIMENTO Dl UNA VECCHIA CANZONE
DI CLIFF RICHARD. NELL’ ARRANGIAMENTO C’E’ UN ORGANO
ALLA ‘PROCOL HARUM’...
Alla Ri-Fi noi avevamo praticamente ‘carta bianca’, perché
come gruppo ‘giovane’ potevamo anche esporre le nostre
idee; in larga parte fu così per molti gruppi del periodo,
perché avevamo idee abbastanza nuove e la musica in quel periodo
era un po’ stagnante su stili ormai sorpassati. Non si poteva
non osservare cosa stesse succedendo in America ed in Inghilterra,
loro erano sempre stati il punto di riferimento; fu cosi’ quindi
che quell’ arrangiamento venne da un’ idea nostra.
CON GLI ALTRI “NOTTURNI” VI VEDETE ANCORA?
A dire il vero non siamo mai scomparsi, in quanto abbiamo continuato
sempre a fare delle serate, anche se ognuno di noi ha scelto altre
professioni, ci capita spesso di riunirci per qualche tournée.
DEI PERSONAGGI DEL MONDO DELLA CANZONE Dl QUEL PERIODO, CHI RICORDI
CON SIMPATIA E CHI... CON UN PIZZICO DI ANTIPATIA?
Ma diciamo che erano quasi tutti simpatici; anche se qualcuno era
ovviamente meno simpatico di altri. Sono molto legato con i personaggi
che incidevano per la nostra casa discografica, come Fausto Leali;
ero molto amico di Mino Reitano, dei Dik Dik, praticamente quei gruppi
di Milano e dintorni, visto che io lavoravo a Milano.
QUALE GRUPPO STRANIERO RICORDI CON PIU’ AFFETTO?
Soprattutto quelli che venivano a suonare dalle nostre parti e che
ho avuto il piacere di ascoltare; anche se non sempre venivano i migliori.
Spesso suonavano gruppi stranieri di scarso valore. Ricordo comunque
che uno dei gruppi che piu’ mi entusiasmarono furono i Jethro
Tull, veramente grandi!.
GLI “ANNI SESSANTA” VENGONO RICORDATI COME ‘FAVOLOSI’,
SPESSO PROPRIO PER QUELLA VOGLIA IRREFRENABILE CHE C’ERA DI
DIVERTIRSI E, IN EFFETTI, ERA SPESSO COSÌ. MA COSA È
SUCCESSO SE IN QUESTI ANNI SONO CAMBIATE MOLTE COSE, C’È
PIÙ ‘ARRIVISMO’ E MENO SORRISI SULLE LABBRA; CREDI
CHE NOI GIOVANI Dl ALLORA ABBIAMO SBAGLIATO IN QUALCHE PASSAGGIO?
Mi è capitato a volte di fare dei confronti proprio con mio
figlio, perché sta vivendo adesso quell’ età che
avevo io allora. Noi venivamo da genitori che avevano passato da poco
una guerra, in pratica non avevamo niente. Si viveva con quel poco
che si aveva e proprio con quegli ‘anni sessanta’, i giovani
iniziarono ad intravedere la possibilità di avere i primi motorini
e poi le prime automobili, finalmente si poteva viaggiare, conoscere
posti e tradizioni diverse; questo penso sia stato uno dei lati più
positivi di quegli anni sessanta, avere la possibilità di uscire
dal proprio ambiente, per fare nuove conoscenze e nuove esperienze,
magari accontentandosi di poco, proprio perché prima non si
aveva nulla.
Ogni epoca ha avuto le sue novità; se noi da ragazzini ci accontentavamo
di giocare con le figurine o con i tappi delle bibite, negli anni
trenta o quaranta, forse il massimo della felicità era un panino
imbottito. Così anche i ragazzi di oggi, se vogliono, hanno
la possibilità di divertirsi, magari andando a riscoprire quelle
cose che in questi anni si sono andate un po’ perdendo.
PENSI Dl POTER TORNARE IN SALA Dl INCISIONE?
Veramente negli ultimi tempi, è uscito per il mercato europeo,
“Il ballo di Simone” in una mia versione spagnola. Mentre
in Italia quella canzone ha continuato ad essere ricordata e suonata
per tanti anni; I’ originale dei 1910 Fruit Gum Co., non ha
avuto un seguito. Ho fatto una versione molto simile a quella italiana,
sperando che il disco possa riscuotere un nuovo successo, è
arrangiata con un ritmo ‘flamenco’. È
BELLO TUTTO QUESTO, PERCHÉ DIMOSTRA CHE LE COSE HANNO SEMPRE
UNA CONTINUITÀ
Ecco, questo che dici è esatto. Io da parte mia non mi arrenderò
mai, e continuerò su questa strada che poi ha attraversato
uno dei momenti più belli della mia vita
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