RASSEGNA
STAMPA
Simone sbarca a Miami
Il ballo di Simone spopola nelle discoteche
americane come “Simon says”
di Alberto Gentilin
Disco d’ oro nel 68. Vendute più di 10 milioni di
copie solo in Italia.
Una delle venti canzoni più ascoltate di tutti i tempi! A
trentacinque anni dal "colpaccio", otto mesi di seguito
tra le prime in classifica, una delle canzoni più ascoltate
e soprattutto ballate di sempre torna a far vibrare le piste di
tutto il mondo.
Trattasi signore e signori de “Il Ballo di Simone”,
cover nato da “Simon says”, una delle numero uno in
USA ed Europa, e dal semplice genio di Giuliano
Cederle ed i suoi Notturni.
Fu proprio grazie a questo pezzo che il gruppo riuscì a
distinguersi a livello europeo e addirittura mondiale. “Negli
anni 60 si usava spesso - ci confida lo stesso Cederle - riarrangiare
testi e musiche di famose canzoni americane. A quei tempi grazie
ad un pizzico di fortuna e ad una traduzione diciamo “semplificata”
la canzone ebbe un successo strepitoso. Letteralmente spopolò.
La ascoltavano tutti. La canticchiavano tutti. Soprattutto la ballavano
tutti!
lo l’ ho sempre definita una canzone ‘riempi-pista’,
senza schemi, libera di essere ballata da ognuno a suo modo. Deve
a questo credo gran parte del suo successo”.
A quanto pare il buon Giuliano ne parla come di tempi ormai andai
ma non sembra proprio che Simone ed il suo ballo si siano lasciati
trasportare facilmente alla deriva tra gli “oggetti smarriti”
di una vecchia stazione... radio ovviamente.
Questa semplice ed altrettanto indimenticabile canzone è
tornata nuovamente quest’anno a bussare alle porte dei locali
da ballo di tutta Italia e non solo: ed è stata accolta ancora
una volta con enorme successo e divertimento.
Dai locali di Montebello a quelli di Miami anche sulle fredde montagne
del Nepal Simone continua a far alzare le mani al cielo a chi ha
solo voglia di divertirsi.
“Si, devo ammetterlo”. continua con un sorriso. “Non
può che farmi un enorme piacere. Anche questa curiosa storia
della troup di Turisti per Caso accolta in Nepal sulle note della
nostra vecchia canzone mi ha dato senz’ altro soddisfazione,
per non parlare poi del ritorno che sta avendo in America. Da tempo
ormai non calco più la scena; diciamo pure che dopo la crisi
del '68 ho deciso assieme alla mia famiglia di lasciare, per così
dire, la "prima linea".
Ma ancora oggi porto con me i vecchi miti dove la gente mi chiama
tra i ricordi di vecchi e prestigiosi gruippi come I Baschi e Le
Ombre, I Giganti, I Tagliapietre e ancora I Delfini. Esprimo la
musica dei miei tempi e mi diverto assieme ad amici e colleghi di
un tempo forse non così andato".
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